Milo, i Dervisci Rotanti chiuderanno “Vuoto. Viaggio nell’altrove” dedicata a Franco Battiato

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Giornata conclusiva, domani, domenica 19 maggio, a Milo della rassegna ‘Vuoto. Viaggio nell’altrove’, organizzata dal Centro Studi di Gravità Permanente, con il patrocinio e il sostegno dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, e con il patrocinio del Comune e della Proloco di Milo, per ricordare Franco Battiato nel terzo anniversario della sua scomparsa. Alle ore 10.30 il Centro servizi ‘Salvatore Arcidiacono’ ospiterà l’atteso incontro ‘La preghiera che si fa danza’ con i Dervisci Mevlevi e Tariqa, noti per la loro famosa pratica di danze e dervisci rotanti. A condurre sarà Jamaluddin Ballabio, rappresentante per l’Italia della Tariqa Naqshbandiyya Haqqaniyya. Un momento di grande spiritualità in cui verrà narrato il senso profondo del Sema, le tipiche cerimonie danzanti, e il significato degli strumenti più amati dal grande mistico Jalaluddin Rumi, tra cui il flauto Ney, la viella Kemanche persiana, il tamburo a cornice Daf, che accompagnano i dervisci rotanti (semazen) nella loro danza contemplativa e al loro struggente approssimarsi al divino. Durante l’incontro, che dal senso spirituale dell’insegnamento Sufi accompagnerà al profondo ed ermetico significato della composizione, Jamaluddin favorirà la comprensione della composizione ‘L’ombra della luce’ in arabo, di Franco Battiato. Subito dopo, sempre nel Centro servizi ‘Salvatore Arcidiacono’ si terrà l’incontro ‘Nel Mondo, ma non del Mondo: viaggio verso sé stessi’, condotto dal giornalista Alberto Samonà, già assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, con il supporto dervisci di Grazia Cernuto.

 

Gran finale, alle ore 17.30, in piazza Belvedere Giovanni d’Aragona con la Cerimonia Sufi, musica e danza dei Dervisci Rotanti. Un’importante cerimonia spirituale, molto cara e praticata da Franco Battiato, nel corso della quale interverranno i rappresentanti dell’Ordine Mevlevi e Tariqa, provenienti da più parti. Durante la Sema, i Dervisci Rotanti indossano abiti tradizionali bianchi e alti cappelli conici e, con la loro musica tradizionale, si impegnano in una pratica di rotazione rituale che rappresenta la loro ricerca di una connessione più profonda con la spiritualità. La danza dei Dervisci Rotanti è un’esperienza visiva e sonora affascinante e coinvolgente, un viaggio verso l’unione con il divino. Nella tradizione Sufi il Semāʿ rappresenta un viaggio mistico di ascesa spirituale attraverso la mente. In questo viaggio il danzatore simbolicamente si rivolge alla verità, accresce in amore, abbandona il proprio ego, trova la verità e giunge al ‘Perfetto’. Mentre ruotano, i Dervisci trasmettono un senso di tranquillità e concentrazione interiore, immergendosi in uno stato di meditazione in movimento. La rotazione, infatti, simboleggia il movimento dell’universo e la ricerca di unione con il divino attraverso la rimozione dell’ego e la trasformazione spirituale.

 

 

 

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